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La conversione
– Scarsellino

Storie di Nigersol – La conversione

1601 – 1614 ca.
Olio su tela
| cm 104 x 77

Ad un primo sguardo sono questi magnifici paesaggi a catturare la nostra attenzione rispetto alle figurette in primo piano, che tuttavia raccontano i passi di una storia curiosa e degna di grande interesse. Le due tele sono parte di un ciclo (se ne conoscono sei, ma verosimilmente altre ancora sono perdute) commissionato a Scarsellino dal nobile ferrarese Luigi Nigrisoli per illustrare le mitiche origini della propria casata. Stando ad una tradizione locale trecentesca che colloca i fatti ancora più indietro nel tempo, i Nigrisoli  discendevano dal favoloso regno africano di Tombut (Timbuctù), il cui erede al trono fu costretto a fuggire in esilio ancora bambino. Trovò riparo in Sicilia dove si convertì al cristianesimo assumendo appunto il nome di Niger Sol, o Negro Sole, e in seguito la sua discendenza raggiunse l’Italia del nord e si stabilì a Ferrara. Sfruttando fantasiosamente le scarse fonti disponibili, come la cinquecentesca Descrittione dell’Africa di Giovanni Leone africano si alimentò così una leggenda perfetta per essere illustrata, e corroborata, da un ciclo encomiastico di dipinti. Con il primo siamo già nel cuore della storia. In un immaginario paesaggio fluviale, il piccolo e i suoi zii fuggono da due draghi che vengono uccisi da un cavaliere e da un leone – protagonista dello stemma araldico Nigrisoli – sotto le preghiere di un monaco eremita: è l’abbandono del paganesimo che prelude al battesimo cristiano, dopo il quale, come ci mostra il secondo dipinto, la famigliola salutò l’eremita per proseguire nel suo cammino. I fertili spunti narrativi trovano un felice connubio con la poetica figurativa di Scarsellino, in cui risuona il gusto per i paesaggi fantastici, cara alla tradizione del Cinquecento emiliano, che invitano a perdersi verso orizzonti lontani popolati di edifici immaginari, mentre improvvise tinte fredde balenano nella luce mediterranea. Simili storie immerse in paesaggi dominanti furono un genere destinato ad affermarsi sempre più nella nascente pittura barocca. Federico Fischetti

Identificativo: 30 [112]

Acquisizione: 1998

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